Rivoluzione a Fieragricola: agricoltori scontrati, Coldiretti in fuga!

Fieragricola

Fieragricola

Verona, la città degli innamorati e delle aspettative, si è risvegliata oggi con una carica elettrizzante. È stata inaugurata la 116esima edizione di Fieragricola, la rassegna internazionale che abbraccia tutti i comparti del settore primario. Meccanica, zootecnia, chimica verde e tecnologie hi-tech per l’agricoltura si fondono in un mix esplosivo di innovazioni.

Un vero e proprio spettacolo per gli occhi, che coinvolge 820 aziende provenienti da Italia e altri 20 Paesi. La Fieragricola è diventata un punto di riferimento globale, un trampolino di lancio per l’agricoltura italiana che, con un valore di produzione di 74,6 miliardi di euro, continua a crescere senza sosta.

Ma quest’anno c’è qualcosa di diverso nell’aria. Non solo si parla di tecnologie all’avanguardia e di prodotti di eccellenza, ma i riflettori sono puntati sulle proteste degli agricoltori. Da settimane, gli uomini della terra in Italia hanno portato avanti le loro preoccupazioni, manifestando con forza e determinazione. I trattori sono diventati il loro simbolo di lotta e oggi sono giunti in massa ai cancelli della Fiera di Verona.

Il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ha dovuto fare i conti con 300 agricoltori veneti pronti a rivendicare un giusto prezzo per i loro prodotti. L’incontro tra il Ministro e i rappresentanti delle principali associazioni agricole nazionali è stato caratterizzato da un’atmosfera densa di tensione. Ma Lollobrigida ha cercato di placare gli animi, annunciando un incontro con una delegazione ristretta di agricoltori dopo l’inaugurazione della fiera.

La Coldiretti, una delle associazioni più contestate dagli agricoltori in protesta, ha deciso di ritirare le proprie bandiere dagli stand a seguito di episodi violenti. Alcune di esse sono state bruciate durante le manifestazioni, un gesto di grande rabbia e dissenso. Inoltre, il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, ha deciso di non partecipare alla giornata inaugurale. Ma la Coldiretti non si ferma qui, annuncia una contro-manifestazione a Bruxelles, con l’obiettivo di portare oltre mille associati a protestare contro ciò che definiscono “le follie dell’Unione Europea che minacciano l’agricoltura italiana.”

Ma oggi a Verona è un giorno di confronto diretto. Il presidente della Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, e il presidente della Cia-Agricoltori italiani, Cristiano Fini, saranno presenti per ascoltare le richieste degli agricoltori in protesta. Le istituzioni sono chiare: bisogna affrontare concretamente il cambiamento climatico e trovare soluzioni sostenibili per l’agricoltura. L’Europa deve agire immediatamente, regolamentando le nuove tecniche genomiche e rivedendo gli obblighi della Politica Agricola Comune e del Green Deal. Solo così la transizione verso un’agricoltura verde sarà possibile, garantendo la sopravvivenza delle produzioni tipiche italiane.

Le eccellenze del “Made in Italy” sono sotto la lente d’ingrandimento. Dalla robiola di Roccaverano alla mela dell’Alto-Adige, dall’olio extravergine del Garda al pomodoro San Marzano, dai limoni di Sorrento al pecorino siciliano. Ma anche il lambrusco di Sorbara Doc e le pere Igp sono in grave difficoltà. L’alluvione in Romagna ha portato una produzione in picchiata del 75%, mettendo a rischio queste preziose tipicità.