Segreti online: giovani insegnano agli adulti la lezione della vita!

Giovani

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La generazione nata nel 2005 è emersa come un punto di riferimento nella rivoluzione digitale. Questi giovani, appena diventati maggiorenni, si trovano ad affrontare le sfide dei principali social network e a gestire in modo indipendente i propri dati personali e la propria libertà digitale. Ma cosa li aspetta e quali difficoltà dovranno affrontare?

Sono cresciuti senza una guida adeguata, costretti a esplorare e imparare da soli la complessità del linguaggio digitale, a volte crudele e cinico. Gli adulti, incapaci di tenere il passo con lo sviluppo tecnologico, hanno perso l’autorità nei confronti dei giovani, creando così un vuoto di consapevolezza e responsabilità.

Negli ultimi anni, mentre la tecnologia avanzava rapidamente, la legislazione è rimasta in gran parte inadeguata. In tutto il mondo, i legislatori hanno assistito impotenti alla perdita di fiducia delle giovani generazioni verso le figure adulte. Anche in Italia, i giudici sono intervenuti per ordinare ai genitori di rimuovere le foto dei loro figli minorenni dai social network. La situazione non è migliore altrove, come dimostrano le audizioni di Mark Zuckerberg al Congresso americano nel 2018 sul caso Cambridge Analytica. Purtroppo, tecnologia e legge parlano lingue diverse, e spesso è la tecnologia a prendere il sopravvento.

Oggi, però, c’è un urgente bisogno di proteggere e guidare i giovani attraverso le acque tumultuose del web. Da dove cominciare? La chiave sta nel comprendere che la privacy è un diritto fondamentale garantito anche a livello costituzionale. Il diritto all’immagine, incluso nella sfera dei diritti inviolabili dell’essere umano, viene sancito dall’articolo 2 della Costituzione, garantendo a ciascuno il diritto all’autodeterminazione e alla scelta di rendere o meno accessibile agli altri la propria immagine.

Anche in Italia, si sono verificati i primi casi di giovani donne iscritte a OnlyFans, la cui privacy è stata violata quando i loro video sono stati condivisi su altre piattaforme senza consenso, come Telegram. Purtroppo, la maggior parte delle vittime di questi reati sono donne, che spesso si trovano ad affrontare gravi conseguenze, dalla perdita di reputazione a insulti e aggressioni per strada. È importante sottolineare che condividere contenuti su piattaforme come OnlyFans è una scelta personale, mentre rubare e diffondere questi contenuti senza permesso costituisce un grave reato.

La consapevolezza dei potenziali rischi online è fondamentale, così come la conoscenza delle precauzioni necessarie per la gestione dei dati personali. È un appello ai giovani, ma anche un invito agli adulti a riconoscere i propri errori, a insegnare ai giovani il valore della responsabilità e della privacy digitale. La generazione dei social network ha aperto un nuovo capitolo nella storia digitale, ma la speranza è che possano imparare a tutelare la propria riservatezza e a guidare il futuro digitale con saggezza ed etica.