La piramide nascosta di Gunung Padang: rivoluzione archeologica o errore?

Piramide

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Nel trambusto dell’ardente mondo dell’archeologia, le controversie non sono una novità. Solo di recente, l’attenzione si è concentrata su Gunung Padang in Indonesia, che è diventato il fulcro di un acceso dibattito tra gli esperti. Al centro della disputa c’è un articolo scientifico indonesiano che ha avanzato una tesi stupefacente: Gunung Padang potrebbe ospitare la più antica piramide del mondo, datata presumibilmente a 25mila anni fa, un’epoca che sfida l’antichità delle famose piramidi egizie. Quest’affermazione audace, tuttavia, ha incontrato il forte scetticismo della comunità archeologica globale.

Per alcuni, il sito di Gunung Padang è passato rapidamente da una semplice collina naturale a un monumento di importanza storica mondiale. Un team di scienziati provenienti da diverse discipline ha dedicato anni allo studio del sito, concludendo che fosse la sede di una struttura costruita da un’antica civiltà.

Tuttavia, la revisione critica dell’articolo, pubblicato sulla rinomata rivista “Archaeological Prospection”, ha messo in luce diversi punti deboli nella metodologia e nelle conclusioni del gruppo di ricerca. Uno degli aspetti più controversi riguarda il ringraziamento, inserito alla fine dell’articolo, a Graham Hancock, un giornalista britannico famoso per le sue teorie del complotto e le stravaganti ipotesi sulle civiltà antiche super-avanzate.

La presunta scoperta della piramide a Gunung Padang ha suscitato un vasto interesse internazionale, anche grazie a Hancock che, un anno prima della pubblicazione dell’articolo, ha presentato Gunung Padang come la più antica piramide del mondo in un documentario di Netflix, rispecchiando così le conclusioni degli archeologi indonesiani.

Le tecniche utilizzate nello studio, tra cui il mappaggio della superficie, l’analisi georadar e sismica, nonché la datazione radiometrica di campioni prelevati da diversi punti del sito, hanno suggerito che la piramide sia stata costruita in quattro fasi distinte, con lo strato più antico risalente a circa 25mila anni fa. Tuttavia, gli esperti hanno sollevato dubbi sulla metodologia e sulla validità delle prove raccolte.

Flint Dibble, un archeologo intervistato dal Guardian, ha messo in discussione l’interpretazione dei dati, sottolineando che il ritrovamento di materiale antico non implica necessariamente che la struttura sia stata costruita dagli esseri umani in quel periodo. Anche Bill Farley, un altro esperto del settore, ha espresso perplessità riguardo alla ricerca, dubitando della validità dello studio e delle conclusioni.

Di fronte a questa situazione, la comunità archeologica è in attesa di ulteriori ricerche e analisi che possano confermare o smentire le affermazioni fatte dagli scienziati indonesiani su Gunung Padang. La necessità di un’indagine più approfondita è evidente, e la comunità scientifica rimane vigile, pronta ad esaminare nuove prove che possano gettare luce sull’effettiva storia di questo affascinante sito.

L’interesse per Gunung Padang non è solo accademico, ma coinvolge anche il pubblico. La possibilità che il sito possa essere la più antica piramide del mondo ha catturato l’immaginazione di molti, portando a domande sulla storia antica e sulle origini della civiltà umana. Tuttavia, la cautela è fondamentale in archeologia, una disciplina in cui nuove scoperte possono facilmente sovvertire le conoscenze consolidate.